Terre Rosse è un’anticipazione del volume III al quale sto lavorando: un nuovo tracciato che ho testato varie volte tra il 2025 e il 2026, tutto dedicato agli ultimi lembi di territorio montano bolognese verso ovest.
L’autunno sta lentamente esplodendo sulle dorsali boscose che virano ai colori più attesi dell’anno e mi sembrava l’occasione perfetta per uscire con un primo percorso nuovo di pacca.
Sterrato: 26%
Bici consigliata: Gravel copertoni da almeno 40mm tassellati.
Periodo consigliato: da Aprile a Ottobre compresi. Evitare nei giorni piovosi.
Informazioni utili: il percorso può essere accorciato evitando il tratto che conduce a Montalto Lastrelle e passando per Montetortore.
Può essere percorso anche in senso opposto in modo da avere in discesa la maggior parte dei settori sterrati. Anche in questo caso evitare il tratto in direzione Montalto Lastrelle e l’ultima tratto della risalita verso Ca’ Bortolani.

Percorribile totalmente con gravel equipaggiate con copertoni da minimo 40mm, ho selezionato tutte le sterrate realmente pedalabili del territorio tra la media valle del fiume Reno e le alture che si spingono verso il versante modenese, arricchendo il percorso con divertenti tratti ghiaiati e sentieri senza alcuna difficoltà tecnica.
Cosa ci aspetta questa volta? Strade secondarie, cavedagne, selve castanili e ripidi sali-scendi che compaiono all’improvviso davanti a noi mantengono quasi sempre la vista sulla catena appenninica all’orizzonte. Non solo: siamo nel territorio tra i più contesi dell’intera regione Emilia-Romagna nel lontano Alto Medioevo. È qui che ritroviamo antichi edifici arroccati sulle pendici meglio posizionate a guardiania delle vallate: Montalto, Montetortore dove ritroviamo le rovine dell’antico castello duecentesco e le case-torri appenniniche di Torre Jussi, Monzone e la ancor più evocativa Casa Civetta. Qui ce ne sono tantissime di queste strane abitazioni signorili capitanate da una torre di guardia. Quasi tutti questi edifici sono privati e conservano tuttora il loro fermo presidio sul territorio, vedendole spuntare qua e là tra i boschi appenninici.


Come ogni territorio alto e post medievale che si rispetti, anche qui le cronache non si sono risparmiate nel riportare le scorribande banditesche al soldo dell’uno e dell’altro signore locale, come Gian Giacomo “Il Podetto” Menzani, di professione brigante omicida che fece carriera fino a diventare cavaliere. Delle sue gesta però rimane poco: la sua roccaforte a Dragodena di proprietà privata e ovviamente un ristorante nelle vicinanze che con il suo nome omaggia lo sgherro più amato e odiato degli Estensi.

Perché Terre Rosse? La traccia prende il nome dall’omonima via che si arrampica sull’altura dell’Albanello: una salita sterrata e silenziosa immersa nella boscaglia che vi porterà a Via Selve: una divertente strada poderale la cui vista spazia sulle montagne circostanti: dalle schiene boscate che ritroviamo su Jump Off, ai vicini Sassi di Roccamalatina di Pieve 44 fino all’alto crinale laggiù dal Libro Aperto fino alla piramide del monte Cimone.
I 70 km e i 1.700 metri di dislivello non sono pochi è vero, ma vengono ricompensati ampiamente dalla discesa panoramica di Via Casigno, che dalle pendici di Monte Rocca conclude a valle il giro.




