Vinse il Giro d’Italia del 1914, ricordato nella storia dell’intero ciclismo come la corsa più dura in assoluto.
Tappe durissime e lunghissime in condizioni meteo proibitive e ripetuti tentativi di sabotaggio ai suoi danni.
Alfonso Calzolari è l’unico bolognese a vincere il Giro d’Italia in un edizione che ha dell’incredibile. La corsa è quella del 1914 – la sesta in assoluto – definita la più massacrante dell’intera storia ciclistica, con tappe che iniziano e finiscono di notte sfiorando ciascuna i 400 chilometri di distanza.
“Fonso” è alla partenza a Milano assieme agli altri 81 partecipanti; è la notte del 24 maggio.
Nasce il 30 aprile 1887 a Vergato, piccolo paesino sull’Appennino bolognese.
Giovanissimo si trasferisce a Bologna dove conosce il ciclismo nella Pista della Montagnola, il cui circuito aveva inaugurato le prime gare di velocipedi nel 1886. È qui che Calzolari, fresco di tesseramento al Velo Club Reno, ottiene i primi successi.
Dagli esordi ai risultati, il vergatese passa nel 1913 alla formazione Stucchi diventando professionista.
Il bolognese ha un solo obiettivo in testa: il Giro d’Italia.
La bassa statura, la corporatura snella e robusta e un temperamento solido portano Alfonso all’attenzione dei giornalisti che cominciano a chiamarlo l’“omino di ferro” e “fascio di nervi”.
A Milano non è ancora giorno e si è scatenata una pioggia torrenziale.
Alle ore 00.08 parte il Sesto Giro Ciclistico d’Italia, direzione Cuneo: 420 chilometri di diluvio, fango che si incolla alle bici e alle gambe dei corridori.
Alla seconda tappa, degli 81 partecipanti, si presentano alla partenza in 37.
Il Giro d’Italia 1914 passerà alla storia come un vero film giallo: tentati omicidi ai danni di Calzolari, tormente di neve, strade sterrate al limite del praticabile e sabotaggi ad opera dei tifosi avversari.
La vittoria finale però è sua: Alfonso vince l’edizione 1934 non senza polemiche. Accusato di traino, dopo mesi di verifiche la giustizia sportiva conferma la sua vittoria.
Il Giro 1914 fu leggendario: su 81 partenti solo 8 arrivarono a Milano (90% ritirati), con record di durezza e distacchi. Calzolari fu accolto da eroe a Bologna, portato in trionfo nella centrale Via Indipendenza.
Nel 1915 venne spedito al fronte. Tornerà vivo riprendendo il ciclismo, sebbene in misura più tenue. Ci lascerà a 96 anni nel 1983.
Nel 2024 a Vergato è stato inaugurato un piccola opera celebrativa in suo onore.


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