Come nasce la t-shirt strademontanica

Come nasce la t-shirt strademontanica

Come vestiamo Strade Montane?

Dietro al progetto, oltre alla bici, c’è un’attenzione importante alla grafica tra Ottocento e primo Novecento e così nel tempo ho deciso di “vestirlo” con lo stile e i caratteri tipografici di quel periodo storico. Ma perché proprio questa fascia cronologica così netta?

Grazie alla diffusione delle cartiere nelle valli appenniniche, dei caratteri mobili sia su legno che su piombo, dalla città alla montagna prendono piede le prime pubblicazioni; una su tutte “La montagna bolognese nel Medioevo” di Arturo Palmieri, pubblicata nel 1929.
Non solo: bollette, pubblicità e affissioni promuovono le attività e i loro prodotti, decorandole con lo stile del tempo.

Medesimo discorso per le cartoline che dall’Appennino saltano da un ufficio postale all’altro per portare un ricordo ai propri famigliari durante le lunghe estati. È il periodo della villeggiatura nelle così chiamate “stazioni climatiche” che corrispondevano a tutti i luoghi e paesi dove il cittadino si rifugiava per un periodo non inferiore al mese, lontano dal caldo torrido delle pianure.

In tutte queste carte un carattere tipografico che ho ritrovato spesso è l’Herold, sviluppato o copiato in tante varianti a partire dal 1901, riconoscibile per le sue forme arrotondate e decise che riprendono in parte lo stile Liberty, molto in voga in quel periodo.

Ma le parole hanno spesso bisogno di immagini e la fotografia è appena agli inizi.

Le fòle (le fiabe in dialetto) e le leggende per impressionare i più piccoli, prendono forma nelle xilografie o in rozzi disegni che raffigurano animali e forme talvolta fantastiche. E così abbiamo draghi che sorvegliano dei poggi, giganti dai capelli biondi che hanno alzato la spada in battaglie perse nelle memorie del tempo; serpi, serpenti, uccelli del malaugurio e spiriti che vagano per i boschi in sinistre processioni nella più buia delle notti.

Al momento però non ho ancora trovato nulla di ben rappresentato o utilizzabile, così mi sono creato una nuova creatura magica che vi attraverserà la strada all’improvviso mentre scenderete dalle mulattiere e dalle strade che segnano le dorsali appenniniche. Per coerenza e piacere ho ripreso proprio lo stile xilografico incisorio dell’epoca.

Chissà se tra tutti i gatti che vi osservano sospetti da dietro gli angoli qua e là nei paesi di montagna, non ci sia proprio il lui: il gatto con la coda di serpente!

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